LA RISCRITTURA




MARCO LAZZAROTTO “ LA RISCRITTURA” (SCUOLA HOLDEN).

Non è facile, parlare di riscrittura, perché è una cosa molto personale. Cambia di scrittore in scrittore. E’ un metodo di lavoro che si sviluppa con il tempo, con lo scrivere, scrivere, scrivere e poi riscrivere, con le critiche e i rifiuti.
Conosco persone per le quali la scrittura di un racconto si limita alla prima stesura. Queste persone non concepiscono nemmeno l’idea di una riscrittura: non lo fanno perché peccano di presunzione, per carità, è che vogliono liberarsi quanto prima del loro testo, quasi fosse una parte di loro che a poco a poco non gli appartiene più – sì, proprio come il cosiddetto “bisogno impellente” : si scrive come se si tirasse l’acqua, dopodiché non ci si pensa più. E, sempre da questo lato, conosco dei mostri in grado di scrivere pagine e pagine senza mai fermarsi, che iniziano un racconto e lo finiscono in una sola seduta. Sì, esistono davvero, ma guai a voi a provare a mettere in discussione quanto da loro scritto: è come se la foga della loro ispirazione legittimasse l’intoccabilità del loro testo.
Conosco anche persone che affrontano la scrittura nel modo opposto, riprendendo regolarmente in mano vecchi testi – magari addirittura già pubblicati – e apportando tagli, aggiungendo nuovi pezzi, riscrivendo intere frasi, sostituendo una parola qua e una là – più che degli scrittori, queste persone sono dei ri - scrittori. Si tratta, sia da una parte che dall’altra, di casi – limite. Eppure sono persone che esistono davvero.
In primo luogo la riscrittura di un testo non deve essere vista come una noiosa formalità da adempiere in ottica di un’eventuale pubblicazione: la riscrittura – intesa come insieme di tutte le stesure successive alla prima e di tutti gli interventi mirati a migliorare il testo – è un momento creativo proprio come la prima stesura, e la sua importanza è pari, se non addirittura superiore.
Attraverso la riscrittura il nostro testo si trasforma, diventa realmente quello che noi vorremmo che fosse. Non soltanto: attraverso la riscrittura, un testo acquisisce concretezza, assume un’identità. A chi non vuole saperne di mettere mano a un proprio testo, si potrebbe dire: “Ehi, guarda che la prima stesura è un oggetto informe, incoerente, sfocato. I personaggi non sono ancora del tutto definiti, alcune parti eccedono in lunghezza mentre altre meritano di essere approfondite. Così non va, non funziona.”
Voi cosa ne pensate? Siete degli scrittori da ri – scrittura?  Lasciate pure la vostra opinione in merito

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